Perchè votarmi?

Gentili colleghe e colleghi,

            il 6,7 e 8 luglio prossimo, attraverso la piattaforma Eligo, si procederà alla consultazione della comunità accademica per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione del nostro Ateneo.I l breve lasso di tempo a disposizione, la modalità di voto online e le limitazioni connesse al distanziamento sociale impongono una presentazione delle candidature molto contenuta.

Sarò dunque breve e mi soffermerò su due aspetti: quali sono le caratteristiche che, a mio avviso, dovrebbe possedere un futuro membro del CdA e quali sono le mie eventuali qualità per questo ruolo.

Il Cda è un organo di governo che svolge le funzioni di indirizzo strategico dell’Ateneo e sovraintende alla gestione economico-patrimoniale, in attuazione degli indirizzi programmatici del Senato Accademico. Per tale ragione le candidature vengono preventivamente vagliate da un comitato di selezione eletto che accerta la coerenza del profilo dei candidati con le competenze necessarie per il ruolo. Successivamente viene data alla comunità accademica la possibilità di esprimersi.

Il compito del CdA è dunque gestionale, amministrativo, economico ma al contempo strategico. Non è dunque un organo di rappresentanza come il Senato Accademico, a cui spetta l’espressione della volontà “politica” della comunità di Unito, ma un organo tecnico. Il comitato di selezione ha valutato che possiedo le competenze necessarie per farne parte.

Chi sono dunque e in che modo potrei contribuire quale membro di questo organo?

Ho 54 anni, sono psicologo e (dal 2003) professore ordinario di psicopatologia e psicodiagnostica presso l’Università di Torino cui sono approdato nel 2011. Precedentemente ho insegnato nell’Università di Padova (dove mi sono laureato, dottorato e specializzato) e, successivamente, nell’Università della Valle d’Aosta, che ho contribuito a fondare, e nella quale ho svolto il ruolo di Preside della Facoltà di Psicologia fino al trasferimento a Torino.

Presso l’Università di Torino ho Diretto il Dipartimento di Psicologia dal 2015 ad oggi, sono stato membro del Senato Accademico (fino ad ottobre di quest’anno), ho presieduto la Commissione Programmazione e Sviluppo del Senato. Sono tuttora presidente della Magistrale in Psicologia Clinica e di un Master in Assessment psicologico.

Per moltissimi anni (oltre 20) sono stato amministratore di Enti no-profit dedicati alla Salute Mentale, sia degli adulti che dei minori, impegno che ho dovuto declinare in concomitanza con l’assunzione della Direzione dipartimentale. In passato ho anche diretto servizi sociali e sanitari in diverse formule e sedi, sia pubblici che privati (Informazioni più dettagliate sul mio CV possono essere visionate nella sezione apposita del sito).

Credo di possedere una certa attitudine gestionale (questa, quantomeno, è la spiegazione che adotto con me stesso relativamente al fatto di essermi trovato spesso a presiedere organi, enti, organizzazioni…), una notevole esperienza (maturata in 3 atenei diversi e in diverse istituzioni sia pubbliche che private) e una evidente disposizione al dialogo e al confronto.

Quest’ultima caratteristica è quella sulla quale mi permetto di indugiare ancora per poche righe.

Il compito del CdA è “dare gambe” alla volontà politica della Comunità Accademica espressa attraverso il Senato Accademico. Tale compito comporta necessariamente l’adozione di uno “spirito di squadra” più che un ruolo da solista. In questi anni ho certamente commesso degli errori, nei diversi ruoli assunti, ma certamente ho ascoltato prima di decidere.

Nella mia personale opinione il CdA uscente è stato carente nel dialogo e nell’ascolto, tanti solisti più che un’orchestra, interpretando il proprio ruolo non già come attuazione della volontà politica della Comunità Accademica (tutta la C.tà Accademica: Docenti, PTA, Studenti…) quanto più come personale declinazione degli indirizzi strategici e gestionali. L’esito è piuttosto noto.

Personalmente credo di aver dimostrato di saper ascoltare e di considerare la condivisione, il dialogo e la capacità di sintesi comune (oltre alla preparazione sugli argomenti e allo studio approfondito dei problemi) quali elementi di forza caratterizzanti.

In virtù di questi convincimenti non credo che la candidatura al CdA debba essere corredata da un programma politico, sarebbe fuori luogo e addirittura contrario ai principi statutari. L’individuazione delle componenti deve essere basata sulle caratteristiche delle persone e sulla stima della loro consapevolezza delle principali sfide e degli snodi problematici.  I temi a mio avviso salienti possono essere consultati alla pagina CdA Unito di questo sito).

Non ho intenzione di rappresentare interessi, gruppi, fazioni, intendo mettermi al servizio della comunità a cui appartengo, in tutte le sue componenti: docente, ricercatore, tecnico amministrativa e studentesca per uno scopo comune: collaborare alla crescita ed al miglioramento dell’Istituzione cui apparteniamo.

Spero di aver stimolato una riflessione e di poter contare sul tuo sostegno.

Il 6, 7 e l’8 luglio potrai esprimere 3 preferenze, se lo desideri il nome di Zennaro Alessandro potrebbe essere tra queste.

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